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Ozono oltre 120 microgrammi, attenzione per i soggetti fragili

01/06/2026

Ozono oltre 120 microgrammi, attenzione per i soggetti fragili

I livelli di ozono registrati in città hanno superato in questi giorni i 120 microgrammi per metro cubo. Il valore resta al di sotto della soglia di informazione prevista dalla normativa, ma può comunque provocare disturbi nelle persone più sensibili, in particolare bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie. Per questo vengono richiamate alcune precauzioni utili nelle ore più calde della giornata, quando le concentrazioni del gas tendono ad aumentare.

Il monitoraggio nelle stazioni cittadine

L’ozono viene rilevato attraverso due delle tre stazioni cittadine dedicate al controllo della qualità dell’aria. Gli impianti sono collocati in due aree verdi, una centrale e una periferica, rispettivamente in via Cairoli e in via Pozzuolo. La scelta non è casuale: i livelli più elevati di ozono si registrano spesso proprio nelle zone verdi urbane, anche lontano dalle aree più trafficate.

Questo inquinante non viene emesso direttamente dai veicoli o dagli impianti, ma si forma attraverso reazioni chimiche favorite dalla radiazione solare. Per questa ragione le concentrazioni aumentano soprattutto nel periodo estivo e nelle ore centrali della giornata, quando l’irraggiamento è più intenso.

Le precauzioni, quindi, non riguardano soltanto le strade con traffico intenso. Anche parchi, giardini e aree urbane meno densamente abitate possono presentare valori significativi, proprio perché l’ozono tende ad accumularsi in condizioni di forte insolazione.

Le soglie previste dalla normativa

Per l’ozono, la normativa stabilisce due livelli di riferimento, misurati come media oraria. La soglia di informazione è fissata a 180 microgrammi per metro cubo, mentre la soglia di allarme è pari a 240 microgrammi per metro cubo.

I valori registrati in questi giorni, superiori a 120 microgrammi per metro cubo, non raggiungono dunque il livello di attenzione previsto dalla legge. Tuttavia, possono risultare fastidiosi per chi presenta una maggiore vulnerabilità, soprattutto se l’esposizione avviene all’aperto nelle fasce orarie più calde.

Dal punto di vista sanitario, il principale bersaglio dell’ozono sono le mucose e in particolare le vie aeree. Gli effetti dipendono dalla concentrazione del gas e dal tempo di esposizione. A livelli più elevati e per periodi prolungati, gli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di riduzione della funzionalità respiratoria e di sintomi irritativi.

Chi deve prestare maggiore attenzione

Le persone più esposte agli effetti dell’ozono sono i bambini, gli anziani e chi soffre di malattie respiratorie, come asma e broncopatia cronica ostruttiva. Gli anziani sono considerati più vulnerabili anche per la fisiologica riduzione della funzionalità respiratoria.

Un altro elemento da considerare è l’attività fisica. Quando si cammina a lungo, si corre o si svolgono sforzi intensi all’aperto, aumentano profondità e frequenza del respiro. Questo favorisce una maggiore penetrazione dell’ozono nelle vie aeree più basse, con possibili effetti irritativi.

Per questo motivo, nelle giornate in cui i livelli sono elevati, è consigliabile limitare l’attività fisica all’aperto nelle ore centrali, scegliendo eventualmente la mattina presto o la sera, quando l’irraggiamento solare è meno intenso.

Le raccomandazioni nelle ore più calde

Secondo i dati di letteratura, la concentrazione di ozono all’interno delle abitazioni può essere fino alla metà rispetto a quella presente all’esterno. Per le persone più sensibili è quindi consigliabile evitare di uscire nelle ore più calde, indicativamente tra le 13 e le 18, e limitare in quella fascia i ricambi d’aria con l’esterno.

Non sono previste limitazioni alla circolazione veicolare. Le raccomandazioni riguardano soprattutto i comportamenti individuali: ridurre l’esposizione nelle ore critiche, evitare sforzi fisici all’aperto quando il caldo è più intenso e prestare attenzione a eventuali sintomi irritativi delle vie respiratorie.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, è possibile consultare le pubblicazioni disponibili sul sito dell’ARPA FVG, che monitora l’andamento della qualità dell’aria e fornisce approfondimenti sugli inquinanti atmosferici.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to