Droga e armi, operazione nazionale: 1.335 arresti
01/06/2026
Oltre 1.300 persone arrestate, più di 2.300 denunciate, circa 430 chili di droga sequestrati e centinaia di armi tolte dalla circolazione. È il bilancio dell’operazione nazionale ad alto impatto investigativo condotta dagli investigatori delle Squadre Mobili, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, il porto abusivo di armi e i fenomeni di criminalità diffusa collegati alle aree urbane più sensibili.
Controlli nei quartieri e vicino ai locali notturni
L’attività ha interessato zone considerate più esposte al consumo e alla cessione di droga, con particolare attenzione ai quartieri cittadini, ai luoghi di aggregazione e alle aree vicine ai locali notturni. Il dispositivo ha coinvolto anche gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e altri uffici delle Questure, in un’azione coordinata su scala nazionale.
Gli investigatori hanno puntato a rafforzare la presenza nelle aree dove lo spaccio può intrecciarsi con episodi di violenza, degrado urbano e disponibilità di armi, anche tra minorenni. La prevenzione della violenza giovanile è stata infatti uno degli assi dell’operazione, accanto al contrasto diretto ai canali di distribuzione degli stupefacenti.
Nel corso dei servizi sono state identificate complessivamente 297.071 persone, tra cui 15.665 minorenni. Un numero che restituisce l’ampiezza dei controlli e il carattere capillare dell’intervento, sviluppato in contesti urbani diversi ma accomunati dalla presenza di fenomeni di illegalità diffusa.
Arresti, denunce e sequestri di droga
Il bilancio complessivo parla di 1.335 persone arrestate, di cui 31 minorenni. Altre 2.358 persone sono state denunciate a piede libero, tra queste 142 minori. L’attività investigativa ha permesso inoltre di sequestrare circa 430 chili di sostanze stupefacenti.
Nel dettaglio, sono stati recuperati 48 chili di cocaina, 379 chili di cannabinoidi e 7 chili di eroina. Quantitativi che confermano la presenza di un mercato illecito esteso e articolato, capace di alimentare piazze di spaccio, consumo nei luoghi della movida e reti criminali attive su più territori.
L’operazione ha avuto anche una forte componente preventiva. L’obiettivo non era soltanto intervenire sui singoli episodi di spaccio, ma ridurre la capacità operativa dei gruppi coinvolti nella distribuzione della droga e rafforzare il controllo nei punti considerati più vulnerabili.
Armi da fuoco, coltelli e strumenti offensivi
Particolarmente rilevante il capitolo delle armi. Durante l’attività sono state sequestrate 111 armi da fuoco, anche a canna lunga, tra cui un fucile d’assalto Colt AR-15, diverse armi da guerra, un giubbotto antiproiettile e numerose munizioni.
Gli agenti hanno concentrato l’attenzione anche sul porto di armi bianche, soprattutto nei contesti giovanili. Sono state rinvenute 250 armi bianche, tra cui taglierini, tirapugni, taser, sfollagente telescopici, fionde, machete, sciabole e accette.
La disponibilità di coltelli e altri strumenti offensivi rappresenta un fattore di rischio immediato nelle liti, nei regolamenti di conti e negli episodi di violenza che possono maturare nei luoghi di aggregazione. Per questo il contrasto al porto abusivo di armi è stato affiancato alle attività antidroga, in una strategia orientata alla sicurezza complessiva delle aree urbane.
Una strategia contro criminalità diffusa e violenza
L’operazione nazionale conferma la scelta della Polizia di Stato di intervenire con dispositivi ad alto impatto nelle zone dove spaccio, armi e microcriminalità incidono maggiormente sulla percezione di sicurezza di cittadini, residenti e frequentatori della vita notturna.
Il coordinamento del Servizio Centrale Operativo ha consentito di integrare attività investigative, controlli del territorio e interventi preventivi, con il contributo delle Squadre Mobili e delle strutture territoriali delle Questure. Una modalità operativa che punta a colpire i traffici illeciti e, allo stesso tempo, a presidiare i luoghi dove la presenza di droga e armi può generare episodi di violenza.
Le contestazioni formulate nei confronti delle persone coinvolte dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti. Per gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.
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