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Terremoto del Friuli, Da Pozzo annuncia un docufilm

08/05/2026

Terremoto del Friuli, Da Pozzo annuncia un docufilm

Il ricordo del terremoto del Friuli del 1976 si intreccia con la memoria personale e con il racconto della ricostruzione economica nelle parole di Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine e di Confcommercio Udine. Nel giorno della commemorazione del sisma del 6 maggio, Da Pozzo ha richiamato l’esperienza vissuta a Tolmezzo e il segno lasciato da una tragedia che colpì profondamente comunità, famiglie, imprese e territori.

Il presidente ha parlato di un’impronta indelebile, tornata alla memoria con commozione nel ricordo dei caduti e della distruzione subita. Accanto al dolore, però, ha indicato la forza di una reazione collettiva che nel tempo è diventata parte dell’identità friulana: la capacità di non lasciare le macerie a terra, di rimettere al centro la vita quotidiana, il lavoro, l’economia e la rigenerazione delle comunità colpite.

La ricostruzione come identità del Friuli contemporaneo

Secondo Da Pozzo, la commemorazione del terremoto non riguarda soltanto il ricordo di un evento drammatico e l’omaggio alle vittime e alle loro famiglie. Riguarda anche la consapevolezza di una ricostruzione materiale e civile, costruita attraverso idee, progetti, responsabilità comunitaria e spirito di abnegazione.

La regione di oggi, avanzata, innovativa e solida, viene letta dal presidente della Camera di commercio come il risultato anche di quella stagione di ripartenza. Il sisma rappresentò una ferita enorme, ma la risposta delle comunità e del sistema produttivo friulano seppe trasformare la distruzione in un percorso di crescita, dando forma a un modello di ricostruzione ancora oggi ricordato come un caso esemplare.

Un docufilm racconterà le imprese sopravvissute al sisma

La Camera di commercio di Pordenone-Udine ha avviato un lavoro di mappatura delle imprese che operavano già prima del terremoto, che superarono quella fase difficilissima e che risultano attive ancora oggi. Si tratta di aziende piccole e grandi, portatrici di storie imprenditoriali e umane segnate dalla capacità di resistere, ricostruire e continuare a produrre valore sul territorio.

Questo percorso confluirà in un docufilm dedicato all’economia della ricostruzione, atteso per l’autunno. L’iniziativa vuole offrire un contributo specifico alle commemorazioni, mettendo al centro il ruolo del lavoro, dell’impresa e della continuità produttiva nella rinascita del Friuli dopo il 1976.

Il premio speciale “Pmi: radici nel futuro”

Da Pozzo ha annunciato anche l’istituzione del premio speciale “Pmi: radici nel futuro”, previsto nell’ambito della prossima edizione della Premiazione dell’economia e dello sviluppo. Il riconoscimento sarà assegnato a un’impresa di Udine e a una di Pordenone capaci di incarnare la resilienza del sistema economico friulano, mantenendo un legame forte con le proprie radici e, insieme, una prospettiva orientata al futuro.

Il messaggio del presidente richiama una caratteristica che attribuisce al popolo friulano: la sobrietà nel raccontare i propri risultati e la preferenza per i fatti rispetto agli autoelogi. Proprio per questo, ha osservato, l’esperienza della ricostruzione merita di essere ricordata con misura ma anche con piena consapevolezza, perché continua a rappresentare una lezione civile, economica e sociale.

A cinquant’anni dal sisma, il ricordo del 6 maggio 1976 resta legato al lutto e alla distruzione, ma anche alla capacità di una comunità di reagire con concretezza. Nel racconto di Da Pozzo, la forza della ricostruzione non appartiene soltanto alla memoria: è ancora una parte viva del Friuli di oggi, del suo sistema produttivo e del modo in cui il territorio affronta le prove della storia.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to