Parità di genere, in Fvg 200 domande per il sostegno alla maternità
15/05/2026
Duecento domande in un solo giorno per la misura regionale che copre la quota di salario non riconosciuta durante la maternità obbligatoria. Il dato è stato indicato dall’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, intervenuta a Trieste alla tavola rotonda “Eccellenze”, organizzata dal Distretto Nord Est della Fidapa.
La Regione interviene sul taglio dello stipendio in maternità
Rosolen ha richiamato una delle criticità considerate più rilevanti nelle politiche per la parità di genere: la perdita del 20% dello stipendio per le lavoratrici durante il periodo di maternità obbligatoria. Secondo l’assessore, si tratta di un meccanismo da modificare radicalmente, perché incide direttamente sulla libertà delle donne e sulla possibilità di conciliare lavoro, famiglia e prospettive professionali.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha quindi introdotto un intervento specifico per coprire la parte di salario non riconosciuta in questa fase. La misura, ha spiegato Rosolen, viene considerata fondamentale dall’amministrazione regionale e il numero di richieste raccolte già nella prima giornata conferma l’attenzione delle lavoratrici verso uno strumento di sostegno economico immediato.
Trieste e il divario di genere tra i più bassi in Italia
Durante l’incontro, ospitato nella Sala Maggiore della Camera di commercio della Venezia Giulia, l’assessore ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia registra uno dei gender gap più contenuti a livello nazionale. Il risultato, secondo la rappresentante della Giunta, è legato agli interventi regionali per l’occupazione e a politiche pensate per superare barriere tra generazioni, uomini e donne.
Rosolen ha richiamato anche il ruolo di Trieste, indicata come una città con una forte tradizione di partecipazione femminile alla vita sociale, istituzionale e professionale. La presenza di donne ai vertici di enti, istituzioni e articolazioni dello Stato viene letta come un elemento distintivo del territorio.
Più laureate nelle discipline scientifiche e tecniche
Nel suo intervento, l’assessore ha collegato il presente a una storia più lunga di emancipazione culturale. Già un secolo fa, ha ricordato, molte donne triestine sceglievano percorsi di studio non limitati all’ambito letterario, misurandosi con discipline allora difficili da raggiungere per la componente femminile.
Oggi, ha aggiunto Rosolen, cresce in modo costante il numero di donne laureate in materie scientifiche e tecniche. Per l’assessore, i risultati sulla parità non si ottengono solo attraverso norme o quote, ma soprattutto con strumenti capaci di rimuovere gli ostacoli concreti che hanno penalizzato le donne nel lavoro, nella formazione e nella vita sociale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to