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Decreto Lavoro, artigiani: sì ai bonus ma servono tre anni

15/05/2026

Decreto Lavoro, artigiani: sì ai bonus ma servono tre anni

CNA, Confartigianato e Casartigiani promuovono l’impianto generale del Decreto Lavoro, ma chiedono agevolazioni più stabili e tempi attuativi rapidi per consentire alle imprese una reale programmazione. La posizione è stata espressa oggi in audizione davanti alla Commissione Lavoro della Camera, dove le tre Confederazioni hanno ribadito il giudizio positivo sulla centralità della contrattazione collettiva nazionale nella definizione del “salario giusto”.

Bonus per giovani, donne e ZES unica: il nodo della durata

Le organizzazioni dell’artigianato hanno accolto con favore le misure a sostegno dell’occupazione di giovani, donne e lavoratori nelle aree della ZES unica. Il punto critico, secondo CNA, Confartigianato e Casartigiani, riguarda però la natura sperimentale dei bonus, limitati al solo 2026.

Per le imprese, un incentivo circoscritto a un anno rischia di non produrre effetti sufficienti sulle decisioni di assunzione, soprattutto nei settori in cui gli investimenti sul personale richiedono tempi più lunghi e valutazioni di sostenibilità economica. Le Confederazioni chiedono quindi un orizzonte almeno triennale delle agevolazioni, accompagnato da una rapida definizione delle modalità operative.

La richiesta nasce anche dall’esperienza di precedenti interventi, spesso rallentati da ritardi amministrativi e incertezze applicative. Secondo le tre sigle, norme chiare fin dall’avvio sono indispensabili per evitare che gli incentivi restino sulla carta o arrivino quando le imprese hanno già rinviato le assunzioni.

Salario giusto, centralità ai contratti nazionali

Sul tema del “salario giusto”, CNA, Confartigianato e Casartigiani valutano positivamente la scelta di non introdurre un salario minimo legale, affidando invece il riferimento retributivo ai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Per le Confederazioni, questa impostazione è considerata la più efficace per contrastare il dumping contrattuale e la diffusione dei cosiddetti “contratti pirata”, che alterano la concorrenza tra imprese e indeboliscono le tutele dei lavoratori. Nel comparto artigiano, la contrattazione nazionale viene inoltre collegata al valore del welfare bilaterale, indicato come uno degli elementi qualificanti delle relazioni sindacali del settore.

Perplessità sull’automatismo legato all’IPCA

Le tre organizzazioni esprimono invece riserve sull’introduzione dell’anticipazione economica obbligatoria collegata all’IPCA in caso di mancato rinnovo contrattuale. L’automatismo, secondo CNA, Confartigianato e Casartigiani, potrebbe ridurre gli spazi negoziali delle parti sociali e incidere sull’istituto della vacanza contrattuale.

La preoccupazione riguarda la possibilità che un meccanismo automatico finisca per sostituirsi alla trattativa, sottraendo alle parti la gestione di un passaggio delicato nei rinnovi contrattuali. Le Confederazioni chiedono quindi che la materia resti pienamente disponibile alla contrattazione.

Piattaforme digitali, sì alla trasparenza ma con cautela

Nel capitolo dedicato al lavoro su piattaforme digitali, CNA, Confartigianato e Casartigiani condividono l’obiettivo di aumentare la trasparenza e contrastare il caporalato. Allo stesso tempo invitano il legislatore a evitare automatismi troppo rigidi sulla presunzione di subordinazione legata al controllo algoritmico.

Il rischio indicato dalle organizzazioni è quello di classificare in modo automatico come subordinati rapporti che, in alcuni casi, possono rappresentare forme genuine di lavoro autonomo. Una scelta di questo tipo, secondo le Confederazioni, potrebbe generare insicurezza giuridica, contenziosi e nuovi oneri burocratici per imprese e professionisti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.