Confindustria Udine in Argentina, missione per attrarre giovani nelle imprese friulane
20/04/2026
Colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro nei comparti produttivi più esposti alla carenza di personale e costruire un canale stabile di inserimento di giovani qualificati nelle aziende del territorio. È su questo obiettivo che Confindustria Udine ha impostato la missione istituzionale in Argentina, presentata come un passaggio operativo di una strategia più ampia che guarda al futuro del manifatturiero friulano.
La delegazione, in partenza domenica 19 aprile per una settimana di incontri tra Buenos Aires, La Plata e Cordoba, sarà guidata dal vicepresidente dell’Associazione Mario Toniutti, alla guida della Commissione Risorse umane e immigrazione qualificata, insieme al direttore generale Michele Nencioni e al Ceo di Back to Italy Gerardo Sine. A rafforzare il profilo del viaggio anche la presenza del prorettore vicario dell’Università di Udine Giorgio Alberti e del direttore esecutivo del DB Tech Europe dei Salesiani Piero Fabris, in una cornice che unisce sistema produttivo, formazione e relazioni istituzionali.
Un progetto per rispondere alla carenza di personale nelle filiere strategiche
L’obiettivo dichiarato è arrivare a 200 inserimenti all’anno in Friuli Venezia Giulia, concentrandosi soprattutto sui settori metalmeccanico, legno-arredo, edilizia e plastica. Il progetto nasce dalla difficoltà crescente, segnalata da molte imprese, nel reperire figure tecniche e professionali adeguate. In una regione a forte vocazione industriale, con oltre 122 mila addetti nel comparto manifatturiero, il tema della disponibilità di competenze è ormai una questione strutturale.
Secondo Toniutti, la missione si inserisce all’interno dell’iniziativa “Back to Italy Argentina”, promossa da Confindustria Udine con la startup Back to Italy, con l’intento di valorizzare l’immigrazione di ritorno e intercettare giovani, in particolare di origine italiana, da formare preventivamente in Argentina per poi accompagnarli in un percorso di inserimento lavorativo in Friuli. La prospettiva è chiara: non limitarsi a coprire posti vacanti, ma costruire una risposta stabile a un fabbisogno che rischia di aggravarsi, anche alla luce della perdita stimata di circa 100 mila lavoratori in regione nei prossimi dieci anni.
Università, scuole tecniche e istituzioni al centro della missione
L’agenda predisposta per la delegazione riflette questa impostazione. A La Plata sono previsti incontri con il sindaco e con due università considerate particolarmente interessanti per la formazione ingegneristica, la Universidad Nacional e la Universidad Catolica. Il giorno successivo sarà dedicato al sistema della formazione tecnica e professionale, con visite ad alcuni istituti di riferimento di Buenos Aires, tra cui la Escuela Tecnica N.1 Otto Krause, la Escuela Tecnologica Universitaria “Werner von Siemes” e la Universidad Tecnologica Nacional.
Accanto al fronte accademico, il programma prevede confronti con una primaria istituzione finanziaria indipendente argentina, Balanz, e con tre agenzie per il lavoro, BTI LA, DPeople-Colon e Bianchini RRHH-Parana. L’intenzione è mappare le competenze disponibili, verificare i percorsi formativi attivabili e costruire canali diretti tra formazione e occupazione. Sono inoltre previsti appuntamenti presso l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina & Enit, i Salesiani di Buenos Aires, il Consolato Italiano e la Camera di Commercio Italiana di Cordoba, oltre a una tappa all’università UNC.
Accoglienza, housing e servizi: il lavoro come progetto di vita
Uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa riguarda la visione con cui viene affrontato il tema dell’inserimento. Toniutti ha sottolineato che non si tratta semplicemente di reclutare manodopera, ma di costruire un ecosistema attrattivo e accogliente, capace di mettere insieme lavoro, formazione, abitazione e servizi. In questa direzione si collocano anche due iniziative su cui la Commissione Risorse umane sta lavorando: un progetto di housing sociale e il rafforzamento dei servizi destinati ai lavoratori nei Consorzi industriali, con attenzione ad asili nido, trasporti e ambulatori medici.
Il modello immaginato punta dunque ad accompagnare i candidati lungo tutto il percorso: selezione, formazione, relocation e integrazione sul territorio. Il riferimento all’Argentina non è casuale. Per Confindustria Udine rappresenta una sponda naturale, in virtù dei legami storici e culturali che uniscono il Friuli a una vasta comunità di origine italiana. Toniutti ha ricordato il dato di 25 milioni di persone con radici italiane, molte delle quali in possesso, o potenzialmente in possesso, del doppio passaporto.
Al termine della missione, l’obiettivo sarà avviare i primi progetti pilota già nel corso del 2026. Per il sistema produttivo friulano, alle prese con una domanda sempre più urgente di competenze, l’iniziativa rappresenta il tentativo di trasformare una criticità in una leva di sviluppo, mettendo in connessione bisogni delle imprese e percorsi concreti di integrazione per chi sceglierà di costruire in Friuli una nuova prospettiva professionale e personale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to