CNA Next a Roma, focus sul passaggio generazionale nelle imprese
26/04/2026
Il futuro delle piccole e medie imprese passa dalla capacità di accompagnare il ricambio generazionale e di trasformare la trasmissione d’impresa in una leva di continuità economica, sociale e culturale. È il messaggio emerso a Roma, all’Acquario Romano, dove si è svolta la quattordicesima edizione di CNA Next, l’iniziativa promossa da CNA Giovani Imprenditori e dedicata quest’anno al tema “Le nuove rotte. Le imprese che guardano al futuro”.
Zanotti: continuità tra generazioni per sostenere il sistema produttivo
Al centro del pomeriggio di confronto, networking e approfondimento strategico c’è stato il nodo della trasmissione d’impresa, indicata dai promotori come una questione decisiva soprattutto in una fase segnata dal calo demografico, dalla difficoltà di reperire personale e dalle transizioni che stanno ridisegnando il lavoro e la produzione. A ribadirlo è stato Lorenzo Zanotti, vicepresidente nazionale CNA, secondo cui l’associazione ha accompagnato le imprese italiane lungo generazioni diverse sin dal dopoguerra, contribuendo allo sviluppo del Paese e puntando oggi a rafforzare strumenti capaci di agevolare il passaggio di testimone tra imprenditori.
Nel suo intervento Zanotti ha richiamato il ruolo delle aziende nei territori montani e periferici, dove la continuità dell’attività produttiva assume anche un valore sociale. In questo quadro, il ricambio generazionale viene letto come un passaggio collegato direttamente all’innovazione: le nuove generazioni, è stato osservato, portano competenze, visioni e una maggiore capacità di misurarsi con le transizioni digitale, energetica e ambientale. L’obiettivo indicato è quello di avvicinare i giovani all’impresa, presentandola come uno spazio di libertà, iniziativa e partecipazione attiva allo sviluppo del Paese.
L’allarme sul ricambio e la richiesta di nuove politiche di sostegno
Il tema è stato ripreso anche da Selene Re, presidente dei Giovani Imprenditori CNA, che ha aperto i lavori mettendo l’accento sulla dimensione relazionale dell’impresa e sulla necessità di dare voce alle nuove generazioni nei contesti decisionali. La trasmissione d’impresa, nella sua lettura, non riguarda soltanto assetti societari e continuità economica, ma anche il passaggio di storie, saperi, cultura e valori. Un punto che si lega alla preoccupazione, evidenziata nel corso dell’incontro, di una larga parte del mondo imprenditoriale rispetto al ricambio generazionale.
Sulla stessa linea è intervenuta Laura Cipollone, responsabile CNA Giovani Imprenditori, che ha chiesto di estendere alla trasmissione d’impresa gli incentivi e le politiche oggi rivolti soprattutto alla creazione di nuove attività e alle start up. Secondo Cipollone serve un cambio di impostazione capace di costruire un vero ecosistema della trasmissione d’impresa, mettendo in sinergia sistema pubblico, banche, associazioni di categoria e Confidi.
Dalle istituzioni apertura su incentivi e legge quadro
L’appello è stato raccolto dai rappresentanti istituzionali presenti all’incontro. Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato, ha richiamato la necessità di dotarsi di nuovi strumenti per scenari economici in rapida trasformazione, indicando nella legge quadro sull’artigianato e nel decreto sulle Pmi due passaggi rilevanti per intercettare le istanze espresse dal mondo produttivo.
Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, ha espresso condivisione sulla richiesta di equiparare il sistema degli incentivi pubblici dedicati alle nuove imprese e alle start up a quello necessario per favorire il passaggio generazionale. Un segnale politico che, nell’impostazione emersa durante i lavori, riconosce alla trasmissione d’impresa un rilievo che supera la dimensione familiare e coinvolge l’intero sistema produttivo nazionale.
Boeri: salari, mobilità sociale e intelligenza artificiale le altre sfide
Nella sezione dedicata ai nuovi assetti economici e al futuro delle imprese italiane è intervenuto anche l’economista Tito Boeri, che ha definito le Pmi e associazioni come la CNA strumenti importanti di mobilità sociale, proprio per la loro capacità di connettere persone, opportunità e percorsi imprenditoriali. Boeri ha collocato il tema del passaggio generazionale dentro un contesto più ampio, segnato dall’instabilità geopolitica, dalla crisi demografica e dalla difficoltà crescente nel trovare lavoratori qualificati.
Nel suo intervento ha anche affrontato il nodo della fuga dei cervelli, sostenendo la necessità di offrire salari più adeguati e reali prospettive di avanzamento sociale. Un passaggio è stato dedicato inoltre all’intelligenza artificiale, indicata come una tecnologia da governare anche a partire dal tessuto delle piccole e medie imprese. Secondo i dati richiamati durante l’incontro, l’utilizzo dell’IA resta ancora molto limitato tra le Pmi rispetto alle medie e grandi aziende, segnalando un divario che rischia di incidere sulla competitività futura.
L’edizione 2026 di CNA Next si è inserita nel programma de “La nuova impresa italiana”, manifestazione che mette in dialogo l’appuntamento dei Giovani Imprenditori con il Premio Cambiamenti, dedicato al pensiero innovativo della nuova impresa italiana. Nel corso del pomeriggio sono intervenuti anche rappresentanti del credito, del venture capital, del mondo dell’informazione, del terzo settore e dell’associazionismo, a conferma di un confronto che ha intrecciato ricambio generazionale, finanza, innovazione e responsabilità sociale.
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