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Autoriparazione, CNA: lavoro in crescita ma mancano tecnici qualificati

21/05/2026

Autoriparazione, CNA: lavoro in crescita ma mancano tecnici qualificati

L’autoriparazione in Italia ha lavoro, domanda e prospettive, ma fatica a trovare personale qualificato. Il paradosso riguarda un comparto sostenuto da un parco circolante di oltre 41 milioni di veicoli, con un’età media superiore ai 13 anni e una quota rilevante di auto che supera i 19 anni. Una flotta tra le più anziane d’Europa, che alimenta ogni anno circa 16 milioni di interventi tra manutenzioni, revisioni e riparazioni tecniche.

Un settore da oltre 31 miliardi di valore aggiunto

A richiamare l’attenzione sul tema è Francesco Circosta, presidente di CNA Meccatronici, in un’intervista all’HuffPost. Il quadro descritto è quello di un settore economicamente solido, ma frenato dalla mancanza di competenze disponibili sul mercato del lavoro.

L’aftermarket automotive, che comprende ricambi, assistenza, manutenzione e riparazione, genera oltre 31 miliardi di euro di valore aggiunto, impiega circa 407mila addetti e contribuisce per l’1,6% all’economia nazionale. Numeri che confermano il peso del comparto, soprattutto in un Paese in cui l’età media delle auto continua a rendere indispensabili controlli, interventi e aggiornamenti tecnici.

La criticità principale non riguarda la domanda, che resta alta, ma la disponibilità di lavoratori preparati. Secondo il quadro segnalato dalle imprese, due aziende su tre dichiarano di non riuscire a trovare le figure necessarie, mentre più di un terzo rileva conseguenze dirette sulla propria capacità di crescita.

Non solo meccanici: servono competenze digitali

Il mestiere dell’autoriparatore è cambiato profondamente. Le officine non cercano più soltanto profili legati alla meccanica tradizionale, ma professionisti capaci di intervenire su sistemi elettronici, diagnostica digitale, software di bordo e tecnologie avanzate di assistenza alla guida.

Tra le figure richieste ci sono meccatronici, tecnici esperti di controlli numerici, specialisti dell’elettronica e del software, analisti dei dati, saldatori e tornitori. L’evoluzione dell’automobile ha trasformato il lavoro quotidiano nelle officine, rendendo indispensabile un aggiornamento continuo e una formazione più strettamente collegata alle esigenze delle imprese.

Anche la transizione verso l’elettrico, nel breve periodo, non appare come il problema più immediato per il settore. La maggior parte delle imprese continua infatti a operare su veicoli con motori tradizionali e considera l’elettrificazione una sfida progressiva. La vera urgenza riguarda il presente: trovare persone formate, disponibili e motivate a entrare in un comparto che offre opportunità concrete.

Giovani lontani dai percorsi tecnici

Uno degli ostacoli più rilevanti resta la scarsa attrattività delle professioni tecniche per le nuove generazioni. Percorsi professionali e istituti tecnici soffrono ancora una percezione culturale penalizzante, spesso considerati meno prestigiosi rispetto a licei e università, nonostante offrano competenze richieste dal mercato e sbocchi occupazionali immediati.

A questo si aggiunge il tema delle retribuzioni. Pur non essendo necessariamente basse in termini assoluti, risultano talvolta meno competitive rispetto ad altre possibilità lavorative disponibili per i giovani, incidendo sulle scelte formative e professionali. Il risultato è un circolo difficile da spezzare: le imprese hanno bisogno di personale, ma la carenza di lavoratori limita la crescita e riduce la capacità di investire in nuova formazione.

Per uscire da questa situazione, il settore chiede un legame più forte tra scuola e impresa, una maggiore valorizzazione dei mestieri tecnici e un sostegno specifico alle piccole e medie aziende nei percorsi formativi. La sfida riguarda anche l’immagine sociale di queste professioni: renderle più riconoscibili, moderne e attrattive significa dare risposta a un mercato che continua a generare lavoro, ma rischia di non avere abbastanza persone per svolgerlo.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.