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Udine, si chiude “Open Dialogues for the Future”: geopolitica e sfide globali al centro del forum

11/03/2026

Udine, si chiude “Open Dialogues for the Future”: geopolitica e sfide globali al centro del forum

Si è conclusa a Udine la quarta edizione di “Open Dialogues for the Future”, il forum internazionale dedicato a geopolitica e geoeconomia, che per due giorni ha trasformato il Friuli Venezia Giulia in un punto di riferimento per l’analisi dei nuovi equilibri mondiali.

A chiudere i lavori è stato Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha annunciato il ritorno dell’iniziativa anche il prossimo anno.

«Si chiude oggi la quarta edizione di Open Dialogues for the Future, ma è un rilancio. Siamo orgogliosi del percorso fatto e diamo già appuntamento alla quinta edizione il prossimo anno», ha dichiarato.

Udine osservatorio sulla geopolitica globale

L’evento, organizzato dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine con la collaborazione di The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica del giornalista Federico Rampini, ha visto la partecipazione di circa trenta relatori tra accademici ed esperti internazionali, intervenuti in presenza o in collegamento.

Le sessioni si sono svolte nella Chiesa di San Francesco, sempre sold out durante le giornate del 5 e 6 marzo, con centinaia di utenti collegati anche in streaming.

Rampini ha sottolineato il ruolo crescente dell’iniziativa:
«Udine è diventata una tappa fondamentale per decriptare la complessità del presente», evidenziando l’importanza di mantenere un dialogo capace di unire analisi accademica e pragmatismo economico, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

Dal Medio Oriente all’America Latina: le nuove tensioni globali

L’ultima giornata del forum ha attraversato diversi scenari geopolitici.

I lavori si sono aperti con il messaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, letto dal coordinatore di Open Dialogues Filippo Malinverno.

Il ministro ha richiamato l’attenzione sulle tensioni in Medio Oriente, sottolineando come la crisi abbia un impatto diretto su:

  • sicurezza nazionale

  • stabilità delle rotte commerciali

  • approvvigionamenti energetici globali.

L’analisi sull’America Latina

Il dibattito si è poi spostato sull’America Latina, con l’intervento di Sandra Borda dell’Universidad de los Andes.

Nel dialogo con Federico Rampini, Borda ha analizzato la situazione venezuelana e il crescente ruolo della Cina nel continente, evidenziando come Pechino abbia costruito una strategia economica molto efficace basata soprattutto sugli investimenti.

Secondo l’accademica, gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato per anni questa espansione, rendendo oggi più difficile contrastarla.

Il conflitto in Ucraina e la difesa europea

Il forum si è concluso con un focus sulla sicurezza europea e sul conflitto in Ucraina.

In videocollegamento da Kiev, Iryna Terekh, CEO di Fire Points Ucraina, ha ricordato come la guerra sia ancora lontana da una conclusione e ha sottolineato la determinazione del popolo ucraino.

«Sostenere chi si difende non è solo solidarietà – ha affermato – ma la difesa dei principi che garantiscono la nostra prosperità».

Un appuntamento che cresce

Con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli, e il patrocinio di Unioncamere e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’iniziativa si conferma un appuntamento sempre più rilevante per comprendere gli effetti delle trasformazioni globali anche sui territori locali.

Con l’annuncio della quinta edizione nel 2027, “Open Dialogues for the Future” rafforza il proprio ruolo come spazio di confronto sulle grandi sfide del presente e del futuro.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to