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Udine, il forum “Open Dialogues for the Future” guarda agli Stati Uniti e al futuro dell’Europa

09/03/2026

Udine, il forum “Open Dialogues for the Future” guarda agli Stati Uniti e al futuro dell’Europa

La seconda e conclusiva giornata del forum internazionale “Open Dialogues for the Future”, ospitato nell’ex chiesa di San Francesco a Udine, ha posto al centro del dibattito il rapporto tra Europa e Stati Uniti. Un legame considerato non solo geopolitico ma anche economico, particolarmente rilevante per territori come il Friuli Venezia Giulia, che vedono nel mercato americano uno dei principali partner commerciali.

Il confronto ha riunito analisti, esponenti politici e studiosi internazionali per riflettere sulle trasformazioni dell’Occidente, sulle tensioni geopolitiche globali e sul ruolo che Europa e Stati Uniti potranno svolgere nei nuovi equilibri internazionali.

Gerard Baker: la presidenza Trump e il confronto con l’Iran

Ad aprire il dibattito è stato Gerard Baker, editorialista del Wall Street Journal, in dialogo con il direttore scientifico del forum Federico Rampini. Baker ha offerto una lettura della politica estera americana partendo dalla figura di Donald Trump, descrivendo la sua come una “presidenza personalista”, in cui il processo decisionale è fortemente legato alla personalità del leader piuttosto che a una dottrina politica strutturata.

Nel suo intervento Baker ha affrontato anche la questione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, ricordando come il confronto tra i due Paesi abbia radici storiche profonde, che risalgono alla rivoluzione iraniana del 1979.

Secondo il giornalista, gli Stati Uniti stanno rispondendo a un avversario che per decenni ha mantenuto una posizione ostile verso Washington. Tuttavia ha evidenziato anche alcune criticità nella comunicazione politica interna: l’amministrazione americana, a suo giudizio, non avrebbe spiegato con sufficiente chiarezza ai cittadini le motivazioni strategiche di determinate scelte militari.

Baker ha inoltre richiamato l’attenzione sulla dimensione militare del confronto globale, sottolineando il rapido consumo di munizioni e sistemi di difesa da parte degli Stati Uniti, elemento che potrebbe influenzare la capacità di intervento americano in altri scenari strategici, in particolare nell’area asiatica.

Elizabeth Truss: una critica al modello europeo

Nel suo intervento l’ex primo ministro britannico Elizabeth Truss ha delineato un quadro critico dell’evoluzione politica ed economica dell’Europa negli ultimi decenni. Secondo Truss, l’Occidente avrebbe progressivamente perso slancio strategico mentre altre potenze globali, tra cui Cina, Iran e Russia, hanno rafforzato la propria posizione.

L’ex premier ha criticato alcune politiche economiche e ambientali adottate in Europa, ritenendo che abbiano contribuito alla perdita di competitività industriale. A suo avviso il continente avrebbe bisogno di una profonda revisione delle proprie politiche economiche e istituzionali.

Truss ha sostenuto la necessità di un cambiamento radicale nella gestione delle politiche pubbliche e nel rapporto tra istituzioni e cittadini, indicando come priorità temi come sicurezza, crescita economica e controllo delle frontiere.

Gardiner: sovranità e identità dell’Occidente

A rafforzare questa visione è intervenuto Nile Gardiner, direttore del Margaret Thatcher Center for Freedom, che ha descritto Donald Trump come il primo presidente americano apertamente euroscettico, critico nei confronti delle istituzioni europee centralizzate.

Gardiner ha sostenuto che il futuro politico del continente dipenda dalla capacità degli Stati europei di rafforzare la propria sovranità e di garantire maggiore sicurezza ai confini. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il tema dell’identità culturale dell’Occidente, sostenendo che la stabilità dell’Europa sia strettamente legata alla difesa dei valori e delle istituzioni democratiche occidentali.

Le ultime sessioni del forum

Il programma della giornata si è concluso con una serie di incontri dedicati alle nuove dinamiche geopolitiche globali. Tra gli appuntamenti previsti, il dialogo tra Federico Rampini e la professoressa Sandra Borda dell’Universidad de los Andes, dedicato alle relazioni tra Europa e America Latina.

A seguire, un approfondimento sul tema della difesa europea e sul conflitto in Ucraina con Iryna Terekh, CEO di Fire Points, intervenuta in collegamento video.

La chiusura del forum è stata affidata ai saluti finali del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, insieme allo stesso Rampini, con un bilancio delle due giornate di lavori dedicate alle sfide economiche e politiche del futuro.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.