Truffa agli anziani sventata nel Friuli: arrestati tre sospetti con decine di gioielli rubati
05/03/2026
Un intervento rapido, nato dall’attenzione investigativa della Squadra Mobile della Questura di Udine, ha permesso di interrompere una truffa ai danni di un’anziana e di recuperare numerosi gioielli sottratti con l’inganno. L’operazione si è sviluppata nell’arco di poche ore, dopo che gli agenti avevano intercettato un’autovettura sospetta appena fuori dal capoluogo friulano. Il veicolo è stato seguito nei suoi spostamenti fino a San Pietro al Natisone e successivamente fermato al casello autostradale di Udine Sud, mentre si preparava a lasciare la zona.
A bordo dell’auto si trovavano due uomini di 30 e 44 anni e una donna di 37 anni, incinta, tutti provenienti da un’altra regione. Nel veicolo gli agenti hanno rinvenuto decine di monili d’oro del valore complessivo di diverse migliaia di euro. Alcuni di questi erano nascosti sotto gli abiti della donna. Il ritrovamento ha confermato i sospetti degli investigatori e ha permesso di ricostruire rapidamente la dinamica dei fatti avvenuti poco prima.
Il raggiro ai danni di una donna di 72 anni
La vicenda ha avuto origine nella mattinata, quando una donna di 72 anni residente a San Pietro al Natisone ha ricevuto una telefonata da un uomo che si presentava come maresciallo dei Carabinieri. Con tono allarmato le comunicava che la figlia aveva investito una bambina, ricoverata in gravi condizioni, e che l’arresto sarebbe stato evitato soltanto tramite il pagamento immediato di una cauzione di 8.500 euro.
Il falso militare annunciava l’arrivo di un collega incaricato di ritirare denaro o oggetti preziosi equivalenti alla somma richiesta. Pochi minuti dopo, davanti all’abitazione dell’anziana si è effettivamente fermata l’auto poi intercettata dalla Polizia. Uno degli uomini è sceso dal veicolo ed è entrato nell’appartamento.
Secondo quanto raccontato dalla vittima nella denuncia, l’uomo non si è limitato a raccogliere i gioielli che la donna aveva preparato, ma ha preteso ulteriori oggetti. Le ha sfilato una catenina e un braccialetto che indossava e l’ha costretta a consegnare anche la fede nuziale, incisa con il nome del marito. Tutti gli oggetti, circa trenta, sono stati recuperati successivamente dagli agenti.
Le indagini e il collegamento con un’altra truffa
L’attività investigativa ha portato rapidamente all’arresto in flagranza dei tre sospetti per truffa pluriaggravata. I due uomini sono stati condotti in carcere nella stessa serata, mentre la donna è stata immediatamente rimessa in libertà a causa dello stato di gravidanza.
Gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile hanno inoltre permesso di collegare il gruppo a un episodio simile avvenuto il pomeriggio del 27 febbraio a Flaibano. In quel caso la vittima, una donna di 85 anni, era stata contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che sosteneva che l’auto intestata alla figlia fosse stata utilizzata in una rapina.
Con il pretesto di controllare i numeri di serie del denaro e dei gioielli presenti in casa per verificare eventuali collegamenti con il reato, un uomo si era presentato all’abitazione facendosi consegnare 700 euro in contanti, una catenina e due anelli d’oro. La persona offesa ha poi riconosciuto lo stesso individuo entrato nella casa della 72enne il giorno successivo.
Ulteriori accertamenti sui gioielli sequestrati
Oltre alle accuse relative alle due truffe, i tre indagati sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria anche per ricettazione. Durante la perquisizione sono infatti emersi altri monili d’oro la cui provenienza non è stata ancora chiarita.
Gli investigatori stanno verificando la possibile esistenza di ulteriori vittime. Il numero e la varietà dei preziosi sequestrati suggeriscono la possibilità di altri episodi analoghi, probabilmente messi a segno con lo stesso schema basato su telefonate allarmistiche e sulla presenza immediata di un falso incaricato delle forze dell’ordine.
La vicenda evidenzia ancora una volta l’importanza della tempestività delle segnalazioni e dell’attenzione degli investigatori sul territorio. L’intervento della Polizia ha permesso non soltanto di interrompere la truffa appena compiuta, ma anche di restituire alla vittima oggetti dal forte valore affettivo, tra cui la fede nuziale sottratta con violenza psicologica pochi minuti prima dell’arresto dei responsabili.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to