Marzo a Udine, un mese di iniziative per l’8 marzo: cultura, memoria e diritti nelle piazze e nelle istituzioni
03/03/2026
Udine sceglie di non limitare la Giornata Internazionale della Donna a una data sul calendario. Il Comune presenta un programma diffuso che attraversa l’intero mese di marzo, mettendo in relazione luoghi della cultura, scuole, università, associazioni e spazi civici con un obiettivo dichiarato: trasformare la ricorrenza in un’occasione concreta di partecipazione, confronto pubblico e lavoro collettivo sui temi dei diritti, della parità di genere e dell’autodeterminazione.
Il coordinamento dell’iniziativa è affidato all’Assessora alle Pari Opportunità Arianna Facchini e alla Commissione Pari Opportunità, che hanno costruito un calendario articolato insieme a istituzioni culturali e realtà del territorio. L’idea di fondo è chiara: far emergere voci, competenze ed esperienze femminili, senza ridurre il discorso a celebrazione rituale, ma tenendo lo sguardo puntato sulle disuguaglianze che ancora segnano lavoro, rappresentanza, accesso alle opportunità e libertà individuale.
Un avvio tra archivi, giovani e scienza: il 4 marzo come snodo del programma
Il primo appuntamento, mercoledì 4 marzo al Castello di Udine, porta al centro la narrazione in prima persona con la restituzione del progetto della Biblioteca Civica “Femminile plurale. Voci di donne in prima persona”: una performance di racconti costruiti dagli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, a partire da materiali d’archivio e da linguaggi diversi, dalle canzoni alle opere grafiche e fotografiche. È un’apertura significativa: la memoria non viene esposta come reperto, ma rielaborata e restituita da chi oggi abita la città e ne attraversa quotidianamente contraddizioni e possibilità.
Nella stessa giornata l’attenzione si sposta sulle discipline scientifiche con l’incontro universitario “Per le donne nelle STEM”, con l’intervento dell’astrofisica Gabrijela Zaharijas e il conferimento del primo Premio di Laurea “Confagricoltura Donna FVG”. Sempre il 4 marzo, in Sala Maniacco, viene presentato un volume dedicato all’architetta e urbanista Maria Antonietta Cester Toso, figura che intreccia professione e visione della città: un richiamo utile, perché la parità non passa soltanto attraverso le parole, ma anche attraverso lo spazio pubblico e le scelte che lo plasmano.
Mostre, musica e parole: la città come laboratorio di ascolto e immaginazione
Il calendario prosegue con una serie di iniziative che parlano linguaggi differenti e, proprio per questo, riescono a raggiungere pubblici diversi. L’inaugurazione della mostra “La misura perfetta. L’archivio dell’Atelier Lina di Dominissini” nell’atrio di Palazzo Bartolini riporta alla luce la storia di un atelier sartoriale che appartiene alla memoria cittadina: un racconto di lavoro, creatività e impresa femminile, capace di agganciare anche la dimensione economica e professionale del tema.
La musica entra nel programma con due concerti della stagione degli Amici della Musica di Udine, all’interno del progetto MAD – Musica Arte Donna, mentre la Biblioteca Joppi continua a essere una delle cerniere culturali della rassegna: l’Emeroteca ospita l’installazione tessile “Osa abitare”, ispirata a poetesse che hanno vissuto la scrittura come atto di libertà, e sempre in Biblioteca viene presentata una nuova edizione commentata delle “Poesie scelte” di Maria di Spilimbergo. Mostra, installazione, libri: strumenti diversi, stessa direzione, quella di un patrimonio femminile che non chiede permesso per essere visto.
L’8 marzo tra cerimonie, teatro e lavoro: il cuore simbolico delle celebrazioni
L’8 marzo resta il punto di massima densità simbolica e civile. La cerimonia “Un fiore alle Partigiane” al Monumento alla Donna Partigiana di Piazzale Cavedalis rinnova l’omaggio alle donne della Resistenza e a chi continua a battersi per pace e democrazia, legando la memoria storica alla responsabilità presente.
La giornata prosegue con il reading teatrale e musicale “Donne e Diritti”, dedicato alla conquista del voto femminile, e con l’incontro “Donne e lavoro. Tra adattamento e consapevolezza”, che riporta la discussione su un terreno concreto: salari, carriere, tempi di vita, precarietà, strumenti di tutela. È un passaggio essenziale, perché il tema della parità si misura spesso nei dettagli quotidiani, quelli che incidono sulle scelte e sulle possibilità reali.
Dal corpo ai confini: un mese che apre domande, senza semplificazioni
Nel resto del mese, gli appuntamenti continuano a spostare il fuoco su questioni decisive: la lettura scenica “Tutti i nostri corpi” lavora sui vissuti del corpo femminile, l’incontro “Abitare il disordine” mette in gioco la trasformazione creativa degli spazi, la proiezione del film “Si dice di me” racconta il teatro come spazio di libertà ed emancipazione. C’è anche un momento di convivialità con il brunch femminista “Lei ha fatto la storia”, costruito come gioco e riscoperta di figure femminili rimaste ai margini dei racconti ufficiali: una formula leggera, ma tutt’altro che superficiale, perché scardina l’idea che la memoria sia soltanto un elenco di date.
La Casa delle Donne inaugura il 19 marzo un’esposizione frutto del laboratorio “Autobiografia” e il 23 marzo propone, alla Biblioteca Joppi e a un anno dall’apertura dello Sportello Donna, un momento di bilancio con l’intervento della professoressa Valeria Filì, ordinaria di Diritto del Lavoro dell’Università di Udine. Seguono la presentazione del progetto artistico “Fili continui. Trame e intrecci di cura al confine” e, il 25 marzo, un focus sulla salute mestruale delle atlete a cura di ASUFC, tema poco trattato nel dibattito pubblico e invece decisivo per parlare seriamente di sport, medicina e stereotipi.
La chiusura, 26 marzo, è affidata a un gesto simbolico dal peso evidente: l’inaugurazione del percorso “Jina Mahsa Amini” presso l’Area Verde Anna Politkovskaja, richiamo esplicito ai diritti e alla libertà delle donne nel mondo. Udine chiude così un mese di iniziative con un atto che connette la dimensione locale a quella internazionale, senza retorica, ma con un segno visibile nello spazio urbano.
Articolo Precedente
Udine, stretta preventiva contro la criminalità minorile: due avvisi orali a ragazzi residenti in città
Articolo Successivo
Udine in Cioccolato 2026: piazza Matteotti torna capitale del cacao artigianale