Fitoplancton lacustre, Arpa FVG rafforza le competenze
13/04/2026
L’aggiornamento tecnico nel campo del monitoraggio ambientale passa anche attraverso momenti di confronto altamente specializzati, come quello che ha visto protagonisti i tecnici della SOS Qualità delle Acque Interne di Arpa Friuli Venezia Giulia. Il 4 e 5 febbraio scorsi, a Oggiono, in provincia di Lecco, si è svolto un corso dedicato alla tassonomia delle Cryptophyceae, organizzato da Arpa Lombardia e rivolto a operatori impegnati nello studio delle comunità fitoplanctoniche.
L’iniziativa si inserisce in un percorso formativo consolidato, costruito negli anni attraverso appuntamenti mirati all’approfondimento di specifici gruppi tassonomici presenti nei bacini lacustri. Un approccio che riflette la crescente complessità delle analisi ambientali e la necessità di strumenti sempre più raffinati per interpretare lo stato ecologico delle acque interne.
Cryptophyceae e ricerca internazionale: focus su morfologia e filogenesi
Il corso ha posto al centro il gruppo delle Cryptophyceae, microalghe di rilevanza ecologica che contribuiscono alla composizione del fitoplancton lacustre. Le lezioni sono state affidate a tre esperti tassonomi del Centre of Ecological Research – Institute of Aquatic Ecology dell’Hun-Ren (Hungarian Research Network) di Budapest, realtà di riferimento a livello europeo nel settore.
Durante le sessioni teoriche sono stati analizzati in dettaglio gli aspetti morfologici e cellulari delle specie appartenenti ai generi Cryptomonas, Rhodomonas e Plagioselmis, con un approfondimento sulle più recenti acquisizioni in ambito filogenetico. L’inquadramento evolutivo di questi organismi rappresenta infatti un passaggio chiave per una corretta identificazione e classificazione, soprattutto in contesti ambientali soggetti a variazioni rapide.
Particolare interesse ha suscitato il progetto scientifico Pandorina, che mette a disposizione una banca dati con immagini tridimensionali delle principali specie fitoplanctoniche. Lo strumento consente di osservare nel dettaglio le strutture cellulari e offre indicazioni operative per il calcolo del biovolume, oltre a integrare funzionalità interattive utili per l’identificazione tassonomica a livello specifico.
Formazione pratica e confronto tra enti per migliorare il monitoraggio
Accanto alla parte teorica, il corso ha dedicato ampio spazio all’analisi diretta di campioni e materiale fotografico, provenienti da Agenzie ambientali, enti di ricerca e università partecipanti. Questo confronto operativo ha permesso di mettere a sistema esperienze diverse, favorendo un dialogo tecnico concreto su metodi di determinazione e criticità ricorrenti nell’analisi del fitoplancton.
Per i tecnici di Arpa FVG, l’esperienza rappresenta un passaggio significativo nell’aggiornamento delle competenze, in un ambito che riveste un ruolo centrale nella valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici. La componente fitoplanctonica è infatti considerata un indicatore biologico fondamentale secondo la normativa vigente, e richiede competenze specifiche per essere analizzata con precisione.
Il confronto con altre realtà istituzionali consente inoltre di mantenere elevati standard operativi e di allineare metodologie e criteri interpretativi. In questo contesto, l’introduzione di strumenti digitali open access, come quelli presentati durante il corso, offre un supporto concreto al lavoro quotidiano, integrando la consultazione dei tradizionali manuali di tassonomia con risorse più dinamiche e aggiornate.
Un investimento nella formazione che si traduce, in ultima analisi, in una maggiore qualità del monitoraggio ambientale e in una capacità più solida di interpretare le trasformazioni degli ecosistemi lacustri.
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