Data center, la nuova infrastruttura industriale: energia, sovranità e competitività al centro del confronto a Udine
04/03/2026
La trasformazione digitale ha smesso da tempo di essere un capitolo “ICT” confinato agli uffici tecnici. Oggi riguarda filiere produttive, servizi pubblici, sicurezza e, con sempre maggiore evidenza, la disponibilità energetica. In questa cornice i data center non sono più semplici “stanzoni pieni di server”, ma un’infrastruttura critica che incrocia tecnologia, industria, sostenibilità e geopolitica. È il filo conduttore emerso nel convegno “Data Center: innovazione, competitività e sostenibilità”, promosso da Confindustria Udine (Commissione Energia e Gruppo Telecomunicazione e Informatica) e ospitato giovedì 26 febbraio nella torre di Santa Maria.
L’incontro ha messo allo stesso tavolo istituzioni, imprese e stakeholder, con l’obiettivo di leggere i data center come leva di sviluppo per il tessuto produttivo regionale e nazionale, senza ignorare le tensioni che li attraversano: fabbisogni energetici crescenti, normative europee, sicurezza del dato, posizionamento territoriale.
Dal “supporto IT” all’asset strategico: la nuova natura dei data center
Ad aprire i lavori è stato Marco Bruseschi, presidente della Commissione Energia di Confindustria Udine, con un messaggio netto: i data center sono diventati un asset strategico e si trovano “al centro di un ecosistema” dove entrano in gioco sicurezza dei dati, sovranità digitale, sostenibilità ambientale e sistema energetico. È un cambio di prospettiva che pesa sulle scelte industriali: la capacità di elaborare e custodire dati non è un accessorio, è una componente della competitività.
Su questo punto si è innestato il contributo di Cristian Feregotto, capogruppo Telecomunicazione e Informatica, che ha ricondotto il discorso all’operatività quotidiana delle imprese: l’intelligenza artificiale, ha sottolineato, non vive di solo software. Servono dati, potenza di calcolo e tempi di risposta compatibili con processi reali. Da qui l’idea del data center di prossimità come snodo che consente prestazioni, controllo dei costi e presidio degli asset informativi, con un vantaggio ulteriore: mantenere valore e competenze sul territorio.
Energia, “federazione” e sovranità digitale: il modello che prende forma in FVG
Nei saluti istituzionali, Sebastiano Callari, assessore regionale al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, ha richiamato un dato politico-industriale: i Paesi industrializzati stanno investendo sulle infrastrutture digitali, sia sulle connessioni sia su data center specializzati. Ma la progettazione di poli molto grandi, concentrati in poche aree, porta con sé criticità che stanno diventando decisive: energia necessaria al funzionamento e rischi legati alla concentrazione geografica.
La direzione indicata è quella di una rete più diffusa: più data center, di dimensioni più contenute, collegati in forma di “Federazione”. In questo quadro il Friuli Venezia Giulia sta sostenendo il potenziamento dei due data center regionali (tramite Insiel) e si dichiara favorevole a nuovi insediamenti privati, con un obiettivo che Callari lega esplicitamente alla sovranità digitale.
Il tema è stato approfondito, insieme al quadro normativo europeo, da Michele D’Ambrosio (adviser digitale di Confindustria nazionale) e da Diego Antonini, amministratore unico di Insiel, che ha insistito sulla sovranità digitale come scelta strategica: decidere chi controlla i dati significa difendere autonomia, sicurezza e interessi delle comunità locali. Antonini ha descritto un modello “ibrido”: carichi di lavoro regionali gestiti nei data center pubblici, con integrazioni cloud e soluzioni di AI tramite accordi con provider internazionali, nel perimetro delle regole europee.
Le testimonianze industriali hanno portato il discorso sul terreno delle scelte concrete. Francesco Donadio (Retelit) ha richiamato la responsabilità di progettare e governare i data center come infrastrutture critiche, al pari di reti energetiche e trasporti, evidenziando il ruolo crescente dei presìdi di prossimità accanto ai grandi poli hyperscale. Sul fronte ambientale, Guido Innocenti (Modine CIS Italy) ha affrontato la questione della sostenibilità energetica e dei sistemi di raffreddamento: efficienza e riduzione dell’impatto non sono capitoli “accessori”, ma condizioni per rendere credibile la crescita digitale dentro la transizione.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.