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Carburanti, CNA: proroga accise insufficiente, costi ancora insostenibili per le imprese

09/04/2026

Carburanti, CNA: proroga accise insufficiente, costi ancora insostenibili per le imprese

La proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026 viene accolta con favore dalle associazioni dell’artigianato, ma non basta a rassicurare il sistema produttivo. CNA e le altre confederazioni del settore, intervenute in audizione presso la Commissione Finanze del Senato, evidenziano come l’effetto della misura sia ormai fortemente attenuato dall’aumento dei prezzi industriali del carburante, che continua a comprimere i margini operativi delle imprese.

Il nodo principale è di natura economica: i 100 milioni di euro stanziati risultano insufficienti rispetto a un incremento dei costi che, nel solo trimestre, supera i 360 milioni. In questo contesto, la proroga delle accise non genera un reale beneficio, ma si limita a contenere solo in parte un aggravio che resta strutturalmente pesante per molte attività, in particolare per quelle legate al trasporto.

Credito d’imposta e accise: un equilibrio ancora fragile

Secondo le confederazioni artigiane, il taglio delle accise non può essere valutato isolatamente, ma deve essere letto insieme al credito d’imposta previsto dal decreto fiscale. Le due misure, nelle intenzioni, dovrebbero funzionare come un pacchetto integrato di sostegno. Tuttavia, senza correttivi operativi e un rafforzamento delle risorse, questo equilibrio rischia di non reggere.

Le criticità segnalate riguardano soprattutto i tempi di fruizione del credito d’imposta, giudicati incompatibili con le esigenze di liquidità delle imprese, e l’incertezza legata all’autorizzazione europea. In un contesto in cui i costi del carburante incidono fino al 40% delle spese operative, ogni ritardo nell’accesso agli strumenti di compensazione si traduce in tensioni finanziarie immediate.

I numeri rendono evidente la pressione economica: per un singolo mezzo, gli aumenti registrati nelle ultime settimane possono generare extra-costi annui superiori a 11.000 euro. Un impatto che, moltiplicato su flotte più ampie, mette a rischio la sostenibilità stessa di molte attività.

Il paradosso delle imprese virtuose e le richieste al Governo

Tra i punti più critici segnalati emerge anche una distorsione che penalizza le imprese più strutturate. Chi ha investito nel rinnovo delle flotte si trova oggi a subire una riduzione dei rimborsi sul gasolio commerciale, a causa del meccanismo di calcolo legato alle accise. Un effetto che viene definito paradossale dalle associazioni, perché finisce per disincentivare proprio quei processi di ammodernamento che le politiche pubbliche dovrebbero invece sostenere.

Da qui una serie di richieste puntuali: rifinanziare il credito d’imposta, semplificare le modalità di calcolo, anticipare i rimborsi e chiarire il quadro normativo sull’adeguamento automatico dei costi del carburante nei contratti di trasporto. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la possibilità di trasferire almeno in parte gli aumenti lungo la filiera, evitando che l’intero peso ricada sugli operatori.

Un’attenzione specifica viene richiesta anche per il trasporto persone non di linea, come taxi e NCC, attualmente esclusi dai principali strumenti di compensazione e con margini limitati per adeguare le tariffe. In assenza di interventi, il rischio indicato dalle confederazioni è quello di una crisi di liquidità diffusa, capace di incidere non solo sulle singole imprese ma sull’intero comparto.

Segnali positivi sul fronte fiscale, ma restano nodi aperti

Nel quadro complessivo dei provvedimenti esaminati, CNA e le altre organizzazioni riconoscono alcuni elementi positivi. Le modifiche apportate al piano Transizione 5.0 evitano cambi di regole penalizzanti in corso d’opera, mentre l’ampliamento dell’iperammortamento e il rafforzamento delle misure per l’internazionalizzazione vengono letti come segnali utili per sostenere la competitività delle imprese.

Resta però aperta la questione dei costi amministrativi, considerati ancora elevati, e quella di un sistema sanzionatorio ritenuto poco proporzionato. Temi che, pur meno immediati rispetto all’emergenza carburanti, incidono in modo strutturale sull’operatività quotidiana delle imprese e sulla loro capacità di pianificazione.

Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo che continua a reggere, ma con margini sempre più ridotti. Le misure in campo, così come sono, non bastano ancora a ristabilire un equilibrio sostenibile tra costi e ricavi. Ed è su questo punto che si concentrano le richieste di intervento più urgenti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.