"Nino Benvenuti: un campione per amico": il docu-film che lega un campione alla storia degli esuli istriani
02/03/2026
Ci sono figure pubbliche che restano patrimonio collettivo non soltanto per ciò che hanno vinto, ma per ciò che hanno continuato a rappresentare anche dopo il clamore delle luci. Nino Benvenuti, nato a Isola d’Istria, appartiene a questa categoria: un campione capace di portare il suo nome ai vertici mondiali della boxe e, insieme, di mantenere un legame costante con la vicenda degli istriani, fiumani e dalmati costretti all’esodo. È su questo doppio registro – sportivo e civile – che si muove la presentazione triestina del docu-film di Gianni Virgadaula, “Nino Benvenuti: un campione per amico”, ospitata nella sede dell’Unione degli Istriani.
A sottolineare il significato dell’opera è stato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, che ha scelto parole nette: nel celebrare Benvenuti, si rende omaggio anche ai 350mila esuli che non hanno avuto il suo successo, ma la cui storia resta parte integrante della memoria del confine orientale. Un richiamo che sposta l’attenzione dal mito del campione alla responsabilità del ricordo, evitando la retorica e puntando su un dato essenziale: Benvenuti non ha mai reciso quel filo.
La proiezione nella sala “simbolo” e il peso di una data: 1967
La proiezione ha avuto un valore ulteriore per il luogo scelto: la stessa sala in cui Benvenuti, allora all’apice della carriera, festeggiò la conquista del titolo mondiale dei pesi medi. Era il 1967, e il ring era quello del Madison Square Garden, con Emile Griffith dall’altra parte: un incontro entrato nella memoria della “nobile arte” non solo per il risultato, ma per intensità e statura tecnica. Tornare oggi in quella sala, a Trieste, significa far dialogare due livelli di racconto: l’epica sportiva e la geografia personale di un uomo che ha portato l’Istria nel proprio nome, senza trasformarla in slogan.
L’anteprima dell’opera si è tenuta a Roma; la tappa triestina, però, ha un suono diverso: qui Benvenuti non è soltanto una leggenda del pugilato, è una presenza che incrocia identità, diaspora, comunità.
Regione, Unione degli Istriani e il progetto su Padriciano: la memoria come politica culturale
Roberti, intervenuto portando anche il saluto del governatore Massimiliano Fedriga, ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione regionale all’Unione degli Istriani “365 giorni all’anno”, rivendicando un impegno continuativo: la vicenda degli esuli, ha detto, va ricordata attraverso iniziative diverse e non può scivolare nell’oblio del calendario commemorativo. In questo quadro si inserisce l’annuncio di un progetto atteso: si lavora alla realizzazione di una mostra nel campo profughi di Padriciano, destinata – nelle intenzioni – a diventare uno spazio stabile di conoscenza e restituzione storica.
Alla proiezione erano presenti i fratelli di Nino, Alfio e Dario, e l’incontro è stato introdotto dal presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota. È intervenuto anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro, che ha ricordato un rapporto personale di amicizia con Benvenuti e ha lanciato un auspicio: che anche la Rai possa dedicargli una fiction “come merita”. In sala, per il Comune di Trieste, il presidente dell’Assemblea municipale Francesco di Paola Panteca.
Il docu-film, in definitiva, lavora su una materia delicata: mostra come la grandezza pubblica non cancelli le radici, e come una biografia straordinaria possa diventare una chiave per leggere un destino collettivo. Benvenuti rimane un campione; ma qui, prima ancora, è un nome che continua a tenere insieme sport, memoria e appartenenza.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to